La Cina è (quasi) Covid-free

Direttamente da Shanghai: Gloria Xu, merchandiser coordinator del team Asia di China-Wi, ci racconta cosa significa essere a un passo dalla normalità lasciandosi il Covid alle spalle.

 

In questi primi mesi del 2021 l’Italia e il resto del mondo ancora arrancano a causa della pandemia da Covid-19, eppure sembrerebbe esserci un paese che è riuscito a risollevarsi e a lasciarsi quasi tutto alle spalle: la Cina, là dove tutto ebbe inizio.

A giudicare dai numeri, a distanza di un anno, la Cina sembra esser riuscita a contenere con successo il coronavirus, ma le notizie che trapelano dai tg e sui siti internet sono ancora troppo poche e vaghe.
Noi di China-Wi abbiamo la fortuna di avere un team di colleghi cinesi che vive a Shanghai e così abbiamo deciso di fare alcune domande alla nostra Merchandiser Coordinator, Gloria Xu, per farci raccontare come vivono attualmente la loro quotidianità.

 

Cosa accade in Cina

Per quanto riguarda i comportamenti e le regole da adottare, Gloria ci conferma che in Cina è ancora obbligatorio il rilevamento della temperatura e l’uso della mascherina per avere accesso agli spazi pubblici al chiuso o al proprio luogo di lavoro, mentre non è più necessaria se si è per strada o all’aperto. Inoltre, la routine quotidiana cinese dipende da un’app per smartphone che rilascia a ogni cittadino un QR Code, cui è legato il proprio codice sanitario e il proprio stato di salute. Uscire di casa, prendere la metropolitana, andare al lavoro, entrare nei bar, ristoranti e centri commerciali, ogni mossa è dettata dal colore mostrato sullo schermo del telefono. Verde: sei libero di procedere; rosso: ti è vietato l’accesso.

 

La tracciabilità di tutti gli spostamenti dei cittadini cinesi e le chiusure totali di interi quartieri nelle città, si sono rivelate delle scelte vincenti da parte del nostro Governo” sostiene Gloria “e la tempestività con cui sono state prese queste misure è stata decisiva nel contenere il numero dei contagiati, fondamentale in un paese che ha più di un miliardo di abitanti”.

I rigidi interventi e i sacrifici fatti dai cinesi hanno portato, già nell’estate del 2020, a una ripresa totale di tutte le attività, inclusi i cinema e i teatri, i congressi e gli impianti sportivi. Molti si sono concessi anche una breve vacanza all’interno dei propri confini nazionali (andare all’estero infatti è ancora fortemente scoraggiato, poiché al rientro è obbligatoria la quarantena di due settimane).

Nonostante la rapida ripresa, ci siamo chiesti se anche la Cina abbia dovuto affrontare il problema disoccupazione: “Molte persone, soprattutto quelle impiegate in attività a contatto con il pubblico, hanno perso il loro lavoro e non è stato semplice per loro trovare subito un secondo impiego in altri settori” ci confessa Gloria “Ma buone opportunità sono state offerte dalle compagnie di corrieri e dalle fabbriche specializzate nella produzione di mascherine e dispositivi medici, che hanno visto un’eccezionale impennata nella loro produzione durante il 2020“.

Fortunatamente i nostri colleghi hanno sempre continuato a lavorare, anche se con qualche difficoltà e restrizione soprattutto nel pieno della pandemia. “Per svolgere le nostre attività di routine, come viaggiare per incontrare fornitori e fare sopralluoghi nelle fabbriche” ci spiega Gloria “era necessario mostrare sempre l’esito negativo del tampone naso-faringeo, che doveva essere programmato con una settimana di anticipo, visto che non usiamo quelli con risultato immediato. Ancora oggi, per entrare nelle città principali, è necessario sottoporsi al tampone”.

Stando alle parole di Gloria, il Covid-19 sembra veramente solo un brutto ricordo in Cina… ma è così? “Nonostante i contagi siano ormai sporadici e isolati, non mi sento ancora del tutto sicura e non sono tornata alla mia vita di prima. Tuttavia, se ripenso a un anno fa, la nostra situazione è decisamente migliorata. Ho piena fiducia nel nostro governo e anche nel comportamento di noi cinesi e sono sicura che entro poco potremo dire finalmente di esserci lasciati tutto alle spalle”.

In Europa e in America il tema caldo di questo momento è il vaccino, visto ormai da tutti come l’unica speranza per uscire fuori dalla pandemia “In Cina non siamo ricorsi a una massiccia campagna di vaccinazione, come sta accadendo nel resto del mondo. Solo alcune categorie prioritarie sono state vaccinate al momento. Efficaci sono stati invece la tempestività degli interventi da parte delle autorità e i tamponi a tappeto fatti a milioni di persone, anche a fronte di poche decine di contagiati”.

Concludiamo la nostra intervista con una domanda che può sembrare banale, ma allo stesso tempo inevitabile: “Gloria, visti i risultati che avete ottenuto in Cina hai qualche consiglio da darci?”
“Naturalmente di rispettare le poche e semplici regole igienico-sanitarie: indossare sempre e in maniera corretta la mascherina e lavare frequentemente le mani. Inoltre, posso affermare che anche il forte senso civico e la responsabilità dei cittadini cinesi sono stati elementi decisivi nel contrasto del virus”.

Per conoscere in modo più approfondito il team China e il team Italia di China-Wi clicca qui.

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